Le conseguenze del fallimento di Thomas Cook

Il settore turistico è in fermento dopo la notizia del fallimento della storica agenzia di viaggio inglese Thomas Cook.

La notizia ha destato scalpore a causa della notorietà dell’Azienda a livello internazionale e del prestigio che la contraddistingue.

Viene infatti riconosciuta ad essa l’aver aperto la strada al turismo organizzato quando nella metà circa del 1800 aprì la prima agenzia di viaggi a Londra.

Essere stati i primi ad iniziare tale attività le ha conferito un primato che si è conservato intatto nel corso degli anni fino a diventare un’impresa leader internazionale.

I numeri di seguito, presi dalla fonte wikipedia, testimoniano la popolarità raggiunta dalla Società:

una flotta di 97 aerei, fino a 2.926 punti vendita, 21.000 dipendenti e oltre 19,1 milioni clienti annuali.

Nonostante un notevole giro d’affari la gestione economica della società ha accumulato dei debiti di difficile sostenibilità.

L’insolvibilità, notizia degli ultimi giorni, è dovuta alla decisione del Governo Inglese di opporsi a concedere un finanziamento decretando così il fallimento della Società provocandone l’immediato blocco della attività che ha causato enormi disagi tra i turisti che avevano prenotato la vacanza con il tour Operator.

Le ricadute sulle imprese italiane non si faranno attendere, infatti il campanello d’allarme è stato già lanciato da numerosi operatori del settore alberghiero che stanno facendo una ricognizione con i propri associati per stimare le perdite dovute ai mancati rimborsi nei mesi estivi.

Si stima infatti che il mancato guadagno si aggiri intorno a una cifra vicino ai 300 milioni.

La crisi dell’Operatore inglese non è stato privo di avvisaglie.
Non essere stato al passo coi tempi della digitalizzazione è stato l’errore che si è rivelato fatale alla società.

Negli ultimi anni il modello tradizionale delle agenzie di viaggio non è stato in grado di competere con le nuove realtà sorte dalla rivoluzione digitale che sta cambiando anche il modo dei consumatori di organizzare le proprie vacanze.

Sempre più persone scelgono i servizi on line e i pacchetti vacanza risultano più competitivi di quelli predisposti dagli operatori tradizionali.

Dalla vicenda di Thomas Cook si può desumere come sia indispensabile nel settore delle agenzie di viaggio adottare degli strumenti di innovazione tecnologica capaci di intercettare le nuove abitudini dei consumatori.

Quale è la tua opinione in merito?

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