A Francesca Schiavone, vincitrice 2010 Roland Garros

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schiavone

L’anno è il 2010, il mese è quello di giugno, il 5 giugno, ma le emozioni sono antiche, sono le stesse che hanno accompagnato l’ essere umano attraverso i secoli.

L’assistere ad una tragedia greca portava ad un effetto catartico, ti cambiava dentro, già, l’assistere perché i protagonisti sono in numero inferiore rispetto a chi guarda e che viene invaso, attraversato da un qualcosa che ti tocca dentro, che fa vibrare le corde più interne e nascoste del nostro animo.
Quello di oggi non è uno spettacolo cruento tinto di sangue, due sono le contendenti: i loro occhi cercano dentro di sé la strada che porta alla vittoria, è uno spettacolo di gesti che disegnano traiettorie, sono quel confine bianco e quella rete al centro a stabilire la gioia o lo sconforto di una o dell’altra giocatrice.
La tua beniamina è in svantaggio, il tuo animo si scuote, vorrebbe essere lì a dar man forte, ora la tua beniamina rimonta, la forza atletica no, ma la tecnica fatta di rovesci e volée delicate sovrastano l’avversaria e alla fine sei lì a baciare la terra rossa, a gioire, e noi con te!
Nei tuoi occhi felicità, in quelli dell’avversaria lacrime ma tutte e due sapete che è stato un momento, un momento da vivere in un modo o nell’altro e sapete che da domani si ricomincia a sudare e a sognare, e noi con voi.

05/06/2010

GRAZIE FRANCESCA
P.V.

1 commento su “A Francesca Schiavone, vincitrice 2010 Roland Garros”

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