Come opporsi alle società di recupero crediti

opposizione

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Il mancato pagamento della bolletta determina a carico del cliente una serie di conseguenze che inizialmente consistono nell’addebito degli interessi di mora fino ad arrivare alla sospensione del servizio per il reiterato stato di insolvenza.

Il credito vantato dall’operatore, il cui termine di prescrizione ordinario è decennale, viene ceduto alla società di recupero crediti che ne diventa titolare, prendendosi l’incarico di riscuotere il pagamento di quanto dovuto con la maggiorazione delle spese di riscossione.
Quando l’abbonato ha delle fondate ragioni per contestare il credito vantato dall’operatore è consigliabile che si attenga ad alcuni suggerimenti elencati di seguito:

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Contestare la fattura

Prima dell’intervento della società di riscossione del credito l’abbonato che ritiene ingiustificato l’importo della fattura, per es. addebito dei costi di disattivazione in difformità da quelli stabiliti dal contratto, o rilevi una sproporzione dei costi riportati in fattura rispetto al traffico effettuato o anche si rifiuta di pagare un servizio non corrispondente alle condizioni stabilite nel contratto, ha l’onere di presentare un reclamo all’operatore.

La presentazione del reclamo interrompe il termine di scadenza della fattura e fà venir meno uno dei requisiti di legittimità del credito: la certezza.

La contestazione può avere ad oggetto l’intero importo o parte di esso. Nel secondo caso occorre stornare la fattura e pagare la differenza non contestata.

Il mezzo più efficace per contestare la fattura è la raccomandata a/r che fornisce la prova documentale che l’operatore ha ricevuto la lettera dalla quale scaturisce l’obbligo per il servizio commerciale di rispondere nei tempi previsti dalla Cds.

La Cessione del credito da parte dell’operatore.

L’operatore cede i propri crediti non riscossi a società di recupero crediti tramite il contratto di factoring.

La cessione è regolata dall’art.1264 del c.c. secondo il quale il credito si trasferisce indipendentemente dalla conoscenza che ne abbia il debitore ceduto.

In sostanza il debitore si libera dal proprio debito adempiendo nei confronti del cessionario. Il pagamento al cendente non libera il debitore salvo che questi non riesca a dimostrare di aver adempiuto ignorando la cessione e naturalmente in buona fede.

In base al Codice Civile e alla Giurisprudenza della Corte di Cassazione il debitore ceduto ha la possibilità di opporre al cessionario, nella fattispecie qui considerata la società di recupero crediti, le stesse eccezioni che poteva opporre al cedente e di conseguenza tutti i fatti estintivi dell’obbligazione es. l’avvenuto pagamento in ritardo, la risoluzione del contratto per aver esercitato il diritto al ripensamento ecc.

Tuttavia esiste una limitazione alla tutela del debitore rappresentata dalla preclusione di promuovere il tentativo di conciliazione presso il Co.re.com.
Diversamente dalla situazione in cui fosse stato avviato il procedimento di conciliazione in un periodo antecedente alla cessione del credito .
A fronte delle pretese del cessionario il debitore può bloccare l’iter di riscossione dando prova documentale della procedura di conciliazione in corso.

Il mancato accoglimento dei reclami non vieta al debitore di inoltrare una richiesta al cessionario di risolvere la contestazione in via bonaria ed ottenere l’adempimento del debito anche parziale e in tempi ragionevoli.

6 commenti su “Come opporsi alle società di recupero crediti”

  1. Ermanno Pieroni

    idem come il commento/richiesta precedente. Gli estratti conto non si stampano per vedere se effettivamente la Banca non ha addebitato, come scritto in fattura. Periodo nell’immediato post terremoto 2016 (novembre 2016 a gennaio 2018). Mai ricevuto un sollecito.

    1. staff trovatariffe

      Gentile Ermanno,
      può contattare direttamente la Banca per chiedere un estratto conto delle operazioni riferite al periodo contestato. Inoltre se non ricordo male erano previste delle sospensioni delle fatturazioni alle popolazioni colpite dal sisma per cui azzardo l’ipotesi che possano esserci stati errori di comunicazioni. Comunque se ci fossero state delle sospensioni dei pagamenti possono essere fatte valere anche alle società di recupero crediti.

      Per altre informazioni ci contatti
      Staff Trovatariffe

  2. Buon giorno, dopo circa 3 anni per due fatture non pagate dal sottoscritto volutamente alla Fastweb, mi arriva una lettera dal recupero crediti chiedendomi di estinguere il debito.
    La cosa è nata dal giorno in cui chiesi all’assistenza tecnica di Fastweb di attivarsi un servizio chi mi dissero fosse per me gratuito, essendo cliente da anni. In seguito mi arrivarono 3 bollette di cifre esorbitanti delle quali 2 non pagai.
    Scrissi anche dei fax per il caso senza riceve alcuna risposta.
    Come posso fare per risolvere a mio favore questa situazione ammesso che si possa?

  3. Nella giornata di ieri, frustrato dal furto ripetuto di Teletu nelle fatture ( aumento di 35 euro del bimestrale da inizio anno dopo più di 3 anni con loro a differenza di quanto pattuito ahimè telefonicamente…e dico ahimè perchè in questo modo i furbetti non possono essere smascherati con prova cartacea ) sono migrato a Tiscali.

    Ora vorrei sapere cosa posso fare per evitare di pagare anche un solo euro a questi ladri e cosa possono concretamente fare nel caso io blocchi il rid bancario.

    Grazie in anticipo a chi saprà e vorrà aiutarmi

  4. mi è appena arrivata una lettera da fire la società a cui fastweb si appoggia x il recupero crediti che mi intima di pagare fatture da maggio 2012 a giugno corrente anno.io sapevo che il pagamento veniva effettuato tramite rid dalla mia banca.dopo un controllo con la mia banca mi rendo conto che i pagamenti delle suddette fatture non sono state da me pagate.
    fastweb può chiedermi il conto dopo 2 anni?senza avermi mai chiesto nulla in questi 2 anni?ho paura possa essere una truffa….

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