Nuovo regolamento per le Web tv

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Sembra scongiurato il pericolo di una regolamentazione punitiva delle web tv dopo che il Decreto Romani è stato modificato dal Consiglio dell’Autorità per le Garanzie delle Telecomunicazioni.
I regolamenti approvati saranno applicati solo ad emittenti con palinsesto ed on demand che registrano ricavi superiori a 100.000€ annui. Tuttavia resta l’obbligo per tutti di comunicare l’apertura di un’attività ed il pagamento una tantum di 500€ per i servizi TV e 250 € per i servizi radiofonici.

La decisione assunta dall’Agcom evita di assogettare le webtv alla normativa delle tv tradizionali come inizialmente era stato proposto e viene incontro all’associazione dei Provider e agli utenti.
L’iptv, ossia il sistema per diffondere i contenuti audio video attraverso connessioni internet, rappresenta un settore di nicchia ma con un potenziale enorme legato agli investimenti e allo svillupo della banda larga che permetterebbe di migliorare la tecnologia di trasmissione e aumentare l’offerta dei contenuti.

La realizzazione di web tv da parte di associazioni politiche, enti religiosi, enti di volontariato, associazioni sportive ecc. dimostra l’interesse per una tecnologia che secondo alcuni potrebbe far apparire presto obsoleto il digitale terrestre.

Le più importanti marche di elettronica di consumo stanno già integrando l’accesso wifi nei televisori e si prevede una forte espansione di display con connettività di rete integrata nei prossimi anni. Ciò comporterà un aumento di spettatori per le web tv con la fine di un oligopolio televisivo.

Resta da risolvere il problema della tutela del diritto d’autore su cui l’Autorità è chiamata a pronuciarsi il 17 Dicembre prossimo. La decisione interessa soprattutto i canali media che diffondono materiale coperto da copywrite come you tube.
Autorevoli esperti del settore vorrebero aprire una discussione pubblica sull’argomento, non relegandola nelle stanze chiuse dell’Autority, in modo che ci sia una partecipazione più ampia nel fissare nuove regole e non applicare quelle previste per i media tadizionali.

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