L’emergenza sanitaria mette sotto pressione il web

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I provvedimenti di sicurezza presi dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria ci responsabilizzano a tenere dei comportamenti corretti. Il confinamento in casa ha incrementato l’uso della connessione dati domestica che ci consente, mai come oggi, di trattenere contatti sulle piattaforme social, fare video chiamate, lavorare a distanza e svagarsi con i giochi e i film.

Di conseguenza il traffico web è notevolmente aumentato con il rischio da molti temuto di un blocco della rete a causa dell’intenso traffico.

A mettere in risalto tale pericolo è intervenuto Thierry Breton, commissario Europeo per il mercato interno e i servizi , il quale ha chiesto ai fornitori dei servizi in streaming di prevenire un blocco della rete internet causato dal telelavoro e dallo streaming a causa dell’epidemia di coronavirus

La richiesta è stata subito accolta dai maggiori distributori di contenuti:

Netflix è stato tra i primi provider di streaming a ridurre il bitrate dei video per 30 giorni, nel tentativo di ridurre il traffico di rete.

Come Netflix, Youtube ha ridotto la qualità dei suoi video in Europa poichè l’aumento delle connessioni in ambito domestico mette a dura prova Internet durante il nuovo focolaio di Covid-19.

Zuckerberg ha fatto la sua parte riducendo la qualità dello streaming video su Facebook e su Instagram in Europa.

Non si sottrae all’iniziativa la casa di produzione Disney che per il debutto della piattaforma streaming Disney + ridurrà l’utilizzo complessivo della larghezza di banda di almeno il 25% in tutti i paesi europei.

Breton ha auspicato anche un intervento degli Operatori di Telecomunicazioni diretto ad adottare misure per ridurre la congestione della rete e una responsabilizzazione dei consumatori a contenere il consumo di banda in questo periodo.

Al momento non sembra che su questi punti ci sia stata una presa di posizione ufficiale da parte dei singoli Stati dell’Unione Europea

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