L’Agcom riesamina i costi di unbundling

ultimo-miglio
Il parere negativo della Commissione Europea sui tagli dei prezzi per l’affitto della rete agli operatori alternativi alla Telecom rimette in discussione i criteri di calcolo utilizzati dall’Agcom nella decisione presa lo scorso luglio che prevedeva la riduzione del canone di affitto di circa il 6% per la tecnologia in ull, del 22% in bitstream e del 4% in wholesale.

Il provvedimento veniva incontro alle richieste degli olo ma ha scatenato la prevedibile protesta della Telecom costretta a rivedere il proprio piano industriale di investimenti: l’installazione della fibra ottica in fase di continua copertura del territorio nazionale è in stretto rapporto al prezzo della connessione in rame.



La Commissione Europea ha sollevato delle eccezioni in merito ai prezzi applicati dall’Autority perchè basati su analisi di mercato non aggiornati all’anno in corso. Si tratta di una critica di metodo rivolto al lavoro dell’Agcom che trova fondamento nelle stesse indicazioni manifestate in passato dall’Autorità italiana che aveva rimesso l’aggiornamento dei costi alle successive ricerche di mercato.

Si aspetta che l’Agcom faccia le dovute correzioni che dovranno essere prese a breve tenendo conto dei pareri della Commissione Europea e della Berec, Organismo Europeo deputato a rafforzare la cooperazione tra le Autorità nazionali di regolamentazione nel settore delle telecomunicazioni elettroniche.



Tags:

Quale è la tua opinione in merito?

Lascia un commento

Register New Account
Reset Password