L’ Agcom interviene per ripristinare la fatturazione su 30 gg.

 

Saranno inflitte delle sanzioni economiche agli Operatori telefonici da parte dell’Agcom che ha avviato il procedimento per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche.

Nella Delibera emanata nel mese di marzo l’Autorità ravvisava la necessità di ritornare al criterio mensile di fatturazione affinché l’utente potesse avere l’esatta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi.

Nonostante la decisione dell’Agcom gli Operatori non hanno avuto nessuna remora nel continuare a mantenere lo stesso sistema criticato dall’Autorità ma anzi hanno presentato ricorso davanti al Tar.

Secondo gli Operatori infatti non sono legittime le richieste dell’Agcom in base ai seguenti punti:
1. l’obbligo di trasparenza verso i loro clienti è onorato;

2. i clienti sono informati, cioè, di quanto pagano ogni 4 o 8 settimane e di quanto pagherebbero se questi aumenti fossero spalmati sul mese con il vecchio sistema di fatturazione;

3. l’articolo 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni stabilisce come una società può cambiare i suoi prezzi;

4. questo articolo 70 del Codice sarebbe rispettato dal nuovo sistema di fatturazione a 4 oppure a 8 settimane;

5. la delibera dell’Autorità di marzo (con l’ordine di tornare alla vecchia fatturazione mensile) violerebbe la libertà d’impresa;

6. la delibera, in altre parole, trasformerebbe i prezzi liberi per definizione in tariffe regolamentate dall’alto, cioè dall’Autorità.

Sempre a giudizio degli Operatori la decisione dell’Autorità è nell’ambito amministrativo dove il Tar sarà chiamato a decidere.

Il ricorso al Tar apre un contenzioso che mette in discussione le funzioni dell’Autorità e lo stesso sistema regolamentare in cui l’Agcom opera.
Inoltre le ragioni addotte dagli Operatori appaiono pretestuose e infondate in alcuni punti:

Il punto 2 corrisponde al vero ma non considera che le tariffe proposte dagli Operatori si compongono di promozioni legate al periodo di permanenza per cui il cliente si troverebbe a fare un conteggio dei rinnovi invece delle mensilità;

Il punto 5 secondo cui la decisione dell’autorità violerebbe la libertà di Impresa è criticabile. Non si impedisce all’Impresa di aumentare i prezzi ma di adottare un arco temporale ridotto che induce in errore la clientela per la consolidata percezione di pagare a base mensile.

Non resta che vedere quali provvedimenti adotterà il Tar e in che modo l’Agcom deciderà in merito.
Seguiteci per sapere gli sviluppi della situazione.

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