I motivi per abrogare la norma che limita l’accesso al wifi

aula-parlamentoAlcuni Parlamentari hanno presentato una proposta di legge per abrogare le norme che limitano l’accesso alla rete negli esercizi pubblici, circoli privati e pubbliche amministrazioni.

Il limite era stato introdotto dal Decreto Pisanu nel 2005 come misura antiterrorismo a seguito degli attentati avvenuti a Londra nello stesso anno.
La norma che si vuole abrogare impone un controllo sui clienti da parte degli esercizi pubblici e circoli privati attraverso la
preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili“.

Nella Proposta Parlamentare si criticano le norme regolanti l’accesso ad internet per due aspetti:

  • l’inefficacia delle misure adottate nella lotta al terrorismo, testimoniato dal fatto che le norme di tal genere non sono state applicate  in nessun altro Stato;
  • penalizzazione nell’accesso alla rete, che implica una serie di ricadute non solo sulla vita dei cittadini ma anche sull’intero sistema economico del territorio.

A causa dell’art. 7 del Decreto Pisanu, in Italia nessuna biblioteca, azienda privata o pubblica può dare libero accesso alla propria rete wifi se prima non ha fotocopiato o scansionato il documento di identità dell’utilizzatore,  si è attrezzata per controllare sia gli accessi alle singole postazioni che i software utilizzati dagli utenti; con la conseguenza di negare di fatto la possibilità di utilizzo libero della rete wifi.

I servizi penalizzati dal Decreto Pisanu sono:
– servizi pubblici della Pubblica Amministrazione;
– servizi informativi;
– servizi di infomobilità;
– servizi innovativi per la fruizione di beni culturali, ambientali e servizi per il turismo;
– servizi specifici destinati a diversamente abili (quali, ad esempio, soggetti con possibilità di mobilità ridotta o non vedenti),;
– nuove forme di fruizione di servizi pubblici in ambienti pubblici come aree verdi, biblioteche, ospedali, dove l’impossibilità di accedere alla rete vincola i cittadini a forme di fruizione dei servizi oramai obsolete;
– servizi per la sicurezza;

La proposta di legge se approvata rimuoverebbe un ostacolo alla crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività ad internet.

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