Google farà acquisti in Italia?

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L’annuncio del Chief manager di google di portare l’ADSL super veloce in fibra ottica in Europa ha colto di sorpresa i partecipanti all’evento del “new world 2.0” svoltosi in Francia lo scorso 22 Ottobre.
Non sono stati svelati i dettagli relativi ai tempi e ai luoghi di realizzazione del progetto ma solo alcuni aspetti in generale che l’investimento sarà rivolto ad uno specifico mercato e che esiste l’intenzione di acquistare un network già esistente.

Nelle intenzioni di Google la banda ultra veloce in fibra ottica supererà gli standard previsti dal piano dell’Unione europea che aveva emanato una direttiva in cui stabiliva che entro il 2020 tutti gli Stati membri dovranno garantire a tutta la popolazione una connessione a 30mbps.



L’Italia, come è noto, è dotata di una infrastruttura di rete arretrata e ci sono zone che non hanno accesso alla banda larga e l’investimento per ammodernare tali aree garantirebbe all’azienda di Mountain Veiw un maggiore ritorno economico.

Sul piano delle ipotesi formuliamo alcuni scenari possibili:
l’acquisizione da parte di google di un operatore di tlc italiano consentirebbe di entrare subito nel settore delle tlc sfruttando la rete esistente e contestualmente metterebbe in moto i lavori per ammodernarla.
Un’altra ipotesi potrebbe essere quella che google porti la fibra ottica in Italia con una propria infrastruttura i cui lavori di realizzazione avrebbero una durata di alcuni anni, tempi che consentirebbero ai concorrenti di prendere le misure per competere con il nuovo soggetto.



Qualunque sia lo scenario che si prefigura occorre che la legislazione favorisca lo sviluppo delle nuove tecnologie eliminando ostacoli burocratici, regolando i contenuti fruibili sulla rete con una formulazione chiara sui diritti d’autore e sulla legittimità o meno di apporre filtri alla rete, ponendo la distinzione delle responsabilità tra chi inserisce i contenuti multimediali e chi li ospita.
A tale proposito il Chief manager, durante la stessa conferenza, ha criticato l’Italia in merito alla sentenza che ha ritenuto corresponsabile i dirigenti di google per violazione della privacy in riferimento al video caricato sulla rete di google e poi rimosso a causa dei violenti contenuti riscontrati.
Secondo Drummond occorrerebbe distinguere le responsabilità di chi inserisce i video da chi ospita i contenuti multimediali.
E’ una tematica che dovrebbe essere approfondita e affrontata a livello comunitario per dare linee guida comuni a tutti gli stati membri.

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