Fino al 31 marzo disdetta gratis per i clienti al servizio voce di Tim

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Telefonate a consumo più care con Tim.

Dal primo Aprile i clienti al servizio “Voce” con telefonate a consumo per urbane e interurbane, avranno un aumento sul costo delle telefonate sia nello scatto alla risposta che non sarà più gratis ma di 20 cent./euro, sia nella tariffazione dei minuti che da 10 cent. arriva a 20 cent./euro al minuto.

Il costo delle telefonate va ad aggiungersi al prezzo della tariffa mensile “Voce” di 19 euro al mese che rimane invariata e prevede uno sconto delle telefonate del 50% dopo 3 ore di chiamate mensili.

Si riduce notevolmente la convenienza della tariffa a consumo: solo chi fa un uso ridotto del telefono, meno di 15 telefonate al mese e conversazioni brevi, meno di 2 minuti, ha convenienza a sottoscrivere la tipologia di tariffa a consumo non superando il costo dell’abbonamento della tariffa di livello superiore del costo di 29 euro mensili.

La variazione dei costi tariffari in vigore dal primo di Aprile, consente di poter recedere dal contratto voce di Tim gratuitamente, secondo la normativa sulle modifiche unilaterali del contratto, senza sostenere il costo di recesso che ammonta a 35,58 euro.
Il termine per recedere gratuitamente dal servizio voce è fissato al 31 marzo.

L’iniziativa di Tim non è l’unica nel suo genere. Già in precedenza aveva provveduto a delle variazioni di tariffe rimodulandole e aumentando il costo del canone del piano tariffario.

Vicende che avevano destato l’attenzione dell’Agcom il quale aveva contestato all’ex monopolista il comportamento scorretto nei confronti degli utenti che erano stati portati ad un piano flat senza che fossero correttamente informati.

L’ultima variazione dei prezzi introdotta da Tim rispetta l’informativa prevista dalla normativa ma è criticabile sul fronte sostanziale.
Gli utenti che possiedono il solo servizio telefonico che si stima siano 2 milioni sono soprattutto anziani che non usano internet. Le categorie più deboli che dovrebbero essere più tutelate dovranno pagare un sovrapprezzo in bolletta o sottoscrivere l’abbonamento di maggior costo mensile per non incorrere in un aggravio dei costi.

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