Disdetta da un contratto adsl e costi di disattivazione

La liberalizzazione del settore delle Telecomunicazioni ha creato le condizioni per un regime di libera concorrenza con l’affermarsi di nuovi soggetti economici che hanno contribuito a dare un impulso allo sviluppo della rete, investendo in infrastrutture e mantenendo i costi ridotti. Chi ne ha tratto beneficio è stato il cliente finale che ha potuto trovare offerte più adatte alle proprie esigenze e la possibilità di poter risparmiare sulle bollette.
I nuovi servizi erogati come la web tv, decoder, la chiavetta internet, la scheda sim cellulari, l’opzione fast, l’acquisto di pc portatili, tv color e smartphone permettono una personalizzazione delle offerte che mirano ad acquisire nuovi clienti. Si pone però il problema in caso di recesso quali siano i costi che il cliente è tenuto a pagare per il cambio di Operatore.

A testimonianza della incertezza interpretativa delle norme regolanti il recesso dai contratti telefonici sono le numerose domande di molti clienti alle associazioni dei consumatori e i dibattiti nei forum sul web in cui sono presenti animate discussioni.

Per fare chiarezza occorre dire che l’Agcom è intervenuta per comminare multe agli Operatori che non applicano le disposizioni legislative in materia, il Decreto Bersani in primis, che dispongono come non si debbano pagare penali per il cambio di Operatore. Nei contratti di telefonia e adsl sono previsti dei contributi di disattivazione che per alcuni Operatori variano in base alla durata contrattuale:

Telecom decorso il primo anno non richiede il pagamento di contributi che sono richiesti nell’ordine di 40 € per la linea voce e 60€ per la linea adsl;
Dal 1 aprile 2013 Telecom ha modificato le condizioni contrattuali della risoluzione del contratto che prevedono l’addebito di €35,18 per il recesso sia di entrambi i servizi adsl e telefono che di uno solo, indipendentemente dalla finalità del recesso, per migrare o per chiudere la linea, o dal tempo trascorso del contratto. Il costo di attivazione di €97,60 i.i. è gratuito se il cliente rimane abbonato per un periodo magggiore di 2 anni.
Infostrada prevede un contributo per la disattivazione di 65€ per telefono e/o adsl e 35€ per la migrazione;
Fastweb prevede un importo commisurato in base alle tipologie di recesso:fibra ottica, fibra ottica senza rientro in Telecom, migrazione, rientro in Telecom, Adsl senza rientro in Telecom Italia e Wholesale senza rientro in Telecom. I costi per il recesso vanno da un minimo di €41 a un massimo di €90,65 iva esclusa;
Gli importi sono stati leggermente ritoccati e si possono consultare alla pagina dei costi di disattivazione approvati dall’Agcom;
Teletu prevede una durata contrattuale di 12 mesi che si rinnova per periodi di uguale durata ed un costo di 70€ per la cessazione della linea e 40€ per la migrazione;
Vodafone applica lo stesso contributo per il recesso e il costo di disattivazione pari a 40€ e in caso di mancata restituzione della Vodafone station chiede un importo rimesso alla discrezionalità della Compagnia Telefonica che non può superare i 129€. L’importo si giustifica con la spesa che l’Operatore sopporta nel fornire all’utente l’apparato per l’attivazione del servizio.

Inizialmente i costi di disattivazione telefono e adsl si pagavano solo quando vi era la cessazione della linea in quanto si riteneva che gli Operatori sostenessero effettivamente un costo che lo giravano al cliente finale, costo che sarebbe sopportato dal nuovo gestore nella migrazione.
L’Agcom successivamente ha emanato delle Delibere in cui ha modificato il proprio orientamento legittimando la richiesta degli operatori di addebitare i costi di migrazione che devono essere forfettari e pubblicati in tabelle sintetiche riepilogative sul sito aziendale sotto la voce trasparenza.



Il recesso esercitato durante il periodo della promozione comporta la decadenza della stessa e il pagamento alle condizioni contrattuali stabilite dall’operatore: restituzione degli sconti ricevuti, penali ecc.

Se nella fattura si trovano addebiti ingiustificati il cliente ha diritto di contestarli e di non pagare nella misura oggetto di verifica fino a quando non abbia avuto esito il suo reclamo.
Al fine di evitare l’addebito automatico sul conto corrente è necessario prendere contatto con la propria banca per bloccare il rid bancario e versare tramite c.c., le cui coordinate possono essere prese contattando il servizio clienti, la somma non contestata stornandola dalla fattura.
Tutto ciò è opportuno comunicarlo al Gestore telefonico allo scopo di avvisarlo sui motivi della contestazione e costituisce una prova documentale da opporre per eventuali pretese economiche.

Si evince da questa breve disamina come ci sia una discrepanza tra la prassi e la previsione legislativa, non trovando applicazione quanto enunciato nel primo comma del Decreto Bersani secondo cui il fine dello stesso provvedimento è quello “di favorire … la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio”.

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206 Comments
  1. Salve, vorrei sapere se è giusto pagare i 40€ per costi di disdetta dalla linea telecom (meno di 12 mesi della mia nuova linea telefonica) per pasaggio ad infostrada. Premetto che ho pagato tutti costi di allacciamente previsti per l’intero anno (totale circa 62€ circa) E giusto pagare i 40€ di disattivazione? non è più giusto che Telecom li chieda ad Infostrada visto che sono passato sotto di loro? Grazie mille per la informazione. Cliente disabile amareggiato

  2. Ciao Alberto,
    i costi di disattivazione sono da ritenersi ingiusti perchè la nuova attivazione è un costo che non sostiene la Telecom ma il nuovo Operatore che procede all’instradamento sui propri impianti della linea.
    La legge viene aggirata perchè si fa leva sull’interpretazione del concetto dei costi di disattivazione che vanno pagati, secondo quanto sostenuto da associazioni di consumatori, solo in caso di cessazione della linea.

    E’ anche vero che la Telecom è l’unico Gestore che prevede l’azzeramento dei costi di recesso dopo il primo anno mentre tutti gli altri fanno pagare il passaggio a prescindere dal tempo contrattuale trascorso.
    L’Aduc sostiene di non pagare tali costi e di contestarli tramite lettera raccomandata a cui far seguire altri atti formali in caso di pretese creditorie. Una procedura che comporta perdita di tempo e anche di denaro tale da dissuadere il cliente nell’ intraprendere un’azione del genere.

    Sicuramente c’è poca trasparenza sulla questione dei costi di disattivazione che sembrano fatti più per convincere il cliente a rimanere abbonato e quindi da ritenersi come delle vere e proprie penali.
    Un caro saluto

  3. […] correlati: 1. Costi di disattivazione 2. Termine per recedere senza pagare la penale 3. Risponde […]

  4. SALVE, DOPO DUE ANNI VORREI MIGRARE DA TISCALI A INFOSTRADA MA UN OPERATORE DELLA INFOSTRADA MI DICE DI SENTIRE PRIMA IL SERVIZIO CLIENTI TISCALI PERCHE’ POTREI SOSTENERE DELLE SPESE DI MIGRAZIONE AD ALTRO OPERATORE. E’ VERO? GRAZIE IN ANTICIPO

    • Salve Pasquale,
      trascorsi due anni dal contratto di Tiscali i costi di disattivazione per cambiare operatore non sono da pagare in base al Decreto Bersani.
      Inoltre il manuale dei diritti dei consumatori nel settore delle telecomunicazioni predisposto dall’Agcom, alla pagina 79 stabilisce che in caso di recesso sono dovuti all’operatore solo i costi connessi all’attività strettamente necessaria alla lavorazione del recesso secondo i principi economici di causalità e pertinenza.
      Pertanto lei non è tenuto a pagare tali costi perchè è il nuovo operatore che si attiva ad effettuare il passaggio e se le venissero addebitati da tiscali li deve contestare con raccomandata a/r in base alle motivazioni sopra elencate.

      L’abbonamento con infostrada può effettuarlo on line dal sito trovatariffe dalla pagina di comparazione delle tariffe, accedendo dalla pagina del modulo, dove facendo una simulazione dei consumi telefonici le viene proposto la tariffa più conveniente ai suoi consumi.
      Le basta avere sotto mano il codice di migrazione e le generalità dell’intestatario della linea.
      Saluti
      Antonio

  5. Salve, devo disdire il mio abbonamento tiscali adsl+voce, causa abbandono casa, e al call center di tiscali mi è stato detto che devo anche pagare più di 100€ per la disdetta. Ma io ho questo contratto da 6 anni e per quanto mi risulta una volta superato il primo anno di contratto questi costi non dovrebbero essere pagarti. Confermate ciò che ho detto o mi sto sbagliando?? Grazie

    • Salve Franco,
      la disattivazione della linea intesa come cessazione di ogni tipo di contratto ha un costo il cui importo è variabile da Gestore a Gestore.
      Non ci sono purtroppo dei parametri di riferimento nelle leggi e nei regolamenti che fissano le modalità per calcolare l’importo di disattivazione che è lasciato alla discrezione dell’Operatore.
      Diverso sarebbe stato il caso in cui avesse migrato presso un altro operatore perchè con Tiscali dopo 6 anni non avrebbe pagato i costi per il passaggio.
      Saluti
      Antonio

  6. Salve, io erroneamente il mese scorso sono passato da tiscali a teletu tramite codice migrazione,al momento del passaggio ero abbonato a tiscali da più di 5 anni e dunque da quanto sapevo non dovevo pagare nessun costo di disattivazione. Oggi mi è arrivata la fatura di tiscali con la somma di disattivazione, come posso agire??

    p.s io ora sono ornato con tiscali da poco con un nuovo contratto e un nuovo codice cliente.

    • Salve Roberto,
      la procedura è quella di contestare la fattura solo per la parte relativamente ai costi di disattivazione, pertanto devi stornare gli importi e pagare quello relativo al traffico che hai generato fino alla cessazione del contratto.
      Il problema, nel tuo caso, è la modalità di versamento perchè se blocchi il rid bancario, questo si ripercuote anche sulle fatture riferite al nuovo contratto almeno che la banca ti permetta di poter fermare l’addebito delle fatture in base al codice cliente.
      Se così fosse paghi tramite il bollettino di conto corrente l’importo residuo e contesti i costi di disattivazione con raccomandata a/r in cui contesti il costo di disattivazione ai sensi di quanto stabilito dal Decreto Bersani e come fissato dall’Agcom nella guida dei diritti del consumatore 2011.
      Nell’ipotesi che la banca non possa bloccare il rid, l’alternativa è di pagare e poi chiedere il rimborso contestando i costi come sopra indicato.
      Saluti
      Antonio

  7. salve,
    vedo che ci sono molte persone che come me si trovano in una situazione anomala con i gestori telefonici.
    sono possato da tiscali a fastweb, l’operatrice che mi ha fatto sottoscrivere il contratto mi ha aveva detto che non dovevo sostenere nessun costo di disattivazione del servizio con tiscali al contrario invece sostiene il mio vecchio operatore. comunque oggi mi e’ arrivata la fattura da parte di tiscali con un importo di 72 euro alla voce di “contributo disattivazione”.
    In previsione che ciò avvenisse avevo bloccato il pagamento rid ma vorrei sapere se questi soldi li devo pagare oppure no. se è no cosa devo fare?
    grazie

    • Salve Giuseppe,
      il contratto di Tiscali ha una durata biennale e superato il periodo minimo di durata è rinnovato tacitamente anno per anno.
      Il cliente che recede prima della scadenza biennale è tenuto a pagare i costi del passaggio di migrazione. Diversamente il caso se disdice il contratto alla scadenza o successivamente alla scadenza poichè non sono dovuti i costi di disattivazione per la migrazione e se fossero fatturati al cliente, come nel suo caso, devono essere contestati, solo tali costi, con raccomandata a/r specificando i motivi quali il Decreto Bersani che dispone che il passaggio deve avvenire senza spese non giustificate da costi dell’operatore ;
      la Guida dei diritti del consumatore 2011 secondo cui i costi che l’operatore può richiedere sono solo quelli strettamente connessi alle attività necessarie alla lavorazione del recesso.
      Aggiunga anche che se non le venisse accolta la sua richiesta si rivolgerà al Corecom e per conoscenza all’Agcom.
      La Raccomandata deve spedirla al seguente indirizzo
      Tiscali S.p.a. ,Ufficio Gestione Contratti, S.S. 195 Km 2300, 09122 CAGLIARI
      Saluti
      Antonio

  8. Salve,
    il mio problema con TELETU è apparenetemente simile a quello di tanti altri ma ha una particolarità: le date degli eventi.
    Partiamo con ordine: ero cliente Tele2 con ADSL e voce (in PreCarrierSelection) da molti anni e nella primavera del 2011 decido per il rientro in Telecom sia per il servizio voce che per l’ADSL. Contatto il servizio clienti Teletu che mi conferma che tale operazione deve essere effettuata direttamente con Telecom.
    Avvio la pratica con Telecom a fine marzo e, dopo varie vicissitudini, a fine maggio ho finalmente il passaggio dell’ADSL, mentre per ottenere la cessazione della PCS devo attendere fine luglio.
    Nel frattempo, TELETU invia inseme alla sua bolletta di Giugno una proposta di modifica unilaterale del contratto in cui introduce l’odiata penale di distacco (con il solito nome di “spese di distacco”).
    In autunno mi arriva una fattura Teletu per 30€, proprio come “spese di distacco della PCS”. Protesto con il servizio clienti (peraltro molto scortese, mi attaccano anche il telefono in faccia) e mi viene spiegato che, trattandosi di una richiesta di migrazione pervenuta prima della proposta di modifica contrattuale e che quest’ultima prevede come forma di recesso esclusivamente la disdetta contrattuale tramite raccomandata (con conseguente perdita del numero di telefono), tale modifica contrattuale è da considerare come da me accettata.

    Mi chiedo ora se la clausola sulla forma di risuluzione contrattuale per recesso sia considerabile vessatoria (e quindi nulla) e se, in subordine, sia vero che una modifica contrattuale intervenuta durante il periodo intercorrente tra la richiesta di migrazione e l’effettiva esecuzione della richiesta si possa realmente considerare implicitamente accettata.
    Grazie

    Carlo
    Roma

    • Salve Carlo,
      il suo caso in effetti è abbastanza singolare.
      Le modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali, disciplinate dal codice delle comunicazioni elettroniche, devono essere notificate all’abbonato con adeguato preavviso e con l’informativa del suo diritto di recedere dal contratto, senza penali, qualora non accetti le nuove condizioni.
      Non si può contestare la natura vessatoria delle clausole se l’operatore ha adempiuto agli obblighi di informazione verso l’abbonato. Nel suo caso però, dato che lei aveva espresso la volontà di migrare antecedentemente alla comunicazione delle modifiche contrattuali e il protrarsi della cessazione del servizio di cps è da addebitarsi a ragioni tecniche, non è tenuto ad osservare le nuove condizioni e sono da contestare i costi per la cessazione del servizio. Anzi ritengo che avrebbe diritto a vedersi riconosciuto un rimborso per il prolungato periodo del distacco dal servizio in cps, facendo domanda con fax od email al servizio clienti di Telecom e per conoscenza a teletu.
      Saluti
      Antonio

  9. Buongiorno,

    In seguito a un trasloco ho effettuato la chiusura di un contratto che avevo con Tiscali da piu di 5 anni. Loro mi richiedono dei costi di disattivazione del contratto e della linea pari a 106 euro che ritengo ingiusti. Avete modo di aiutarmi a capire quali sono i miei diritti e come fare per impedirli di prelevare i soldi se non sono dovuti?
    Grazie

    • Salve Julien,
      l’importo del costo di disattivazione per la cessazione della linea è fissato discrezionalmente dall’operatore e purtroppo non ci sono parametri di riferimento obiettivi validi per tutti i gestori. La fedeltà del cliente non viene neanche premiata perchè questi è tenuto a pagare i costi della cessazione della linea indipendentemente dal periodo di tempo a cui è stato abbonato, 1 mese o 5 anni, non fa differenza. Diversamente sarebbe stato il caso della migrazione perchè decorso il periodo minimo contrattuale non avrebbe pagato i costi del passaggio.
      So per certo che l’Autorità per le telecomunicazioni, su segnalazione delle associazioni dei consumatori, dovrebbe intervenire in materia dei costi che sono troppo alti a carico del cliente.
      Saluti
      Antonio

  10. Buonasera, sono un cliente fastweb da aprile 2011 aderendo all’offerta di 29 euro al mese per un anno con tutto incluso, vorrei ad aprile passare ad un’altro operatore per non pagare il prezzo pieno di 45 euro mensili.
    Se decido di cambiare gestore ad aprile, devo sostenere un costo per il passaggio o no??
    mille grazie.
    Fabiano

    • Salve Fabiano,
      il contratto di Fastweb ha una durata a tempo indeterminato e il recesso dal contratto per cambiare operatore è disciplinato dal contratto che prevede il costo per il ristoro delle spese sostenute al momento dell’attivazione.
      Questo significa che il cliente che decidesse di cambiare operatore dopo 1 anno o dopo 5 anni avrebbe lo stesso in fattura i costi per la disattivazione.
      La possibilità per non pagare tali costi è permesso dal Decreto Bersani e dal testo dei diritti del consumatore redatto dall’Agcom che ammettono solo i costi relativi a spese che l’operatore sopporta e che ci deve essere un rapporto di causalità e pertinenza tra la lavorazione del recesso e i costi sostenuti.
      Pertanto se decide di cambiare operatore ad aprile le verrranno richiesti i costi per il passaqggio che può contestare con raccomandata a/r per le ragioni suddette.
      Saluti
      Antonio

  11. Gentile Antonio,
    ho trovato tutte le informazioni che cercavo semplicemente leggendo tutte le sue risposte.

    Le chiedo solo, cosa possiamo fare e come materialmente, nel caso in cui le nostre corrette contestazioni via racc A/r non avessero esisto alcuno o positivo.

    Grazie per il Suo importante contributo.

  12. Informo anche che TISCALI nella sua pagina web: http://assistenza.tiscali.it/informazioni/costidisattivazione

    presenta chiaramente come costo:

    Finalità disdetta servizio
    Passaggio ad altro Gestore (migrazione)

    In realtà invece non devono esserci costi per il passaggio ad altro Gestore (migrazione) se avviene dopo 2 anni?

    Com’è possibile che Tiscali pubblicizzi apertamente sul suo sito una violazione di legge?

    • Salve Diego,
      i contratti di tiscali fino a 1 anno fa avevano una durata biennale e nel caso di recesso entro i primi due anni il cliente poteva vedersi addebitati il costo della disattivazione nel caso di passaggio ad altro operatore, decorsi i due anni non erano e non sono da addebitare tali costi e se fatturati al cliente sono da contestare.

      Adesso i contratti prevedono una durata illimitata e proprio in virtù di ciò è stata predisposta la tabella riassuntiva dei costi sia per il passaggio che per la disattivazione come nel link da te indicato.
      L’abbonato deve quindi fare riferimento al proprio contratto per sapere la durata del contratto e i costi del recesso.
      Premesso questo si tratta di vedere come si combinano la disposizioni contrattuali con quanto disciplinato nelle leggi e nei regolamenti soprattutto in base alle nuove modifiche dei contratti.

      Io mi attengo a quanto disposto dal Decreto Bersani e al testo redatto dall’Agcom sui diritti del consumatore nel mercato dei servizi di comunicazione elettronica secondo i quali i costi che possono essere attribuiti al cliente sono le spese effettivamente sostenute dall’operatore e in quanto conseguenza diretta della lavorazione del recesso secondo i principi di causalità e pertinenza.
      Il periodo dal quale si possano far valere tali ragioni in un contratto di durata illimitata credo che possano coincidere con la fine delle promozioni.
      La contestazione dei costi deve essere comunque vagliata dall’operatore il quale deve motivare il suo rifiuto.

      Se non è stata accettato il reclamo del cliente, e rispondo al suo quesito precedente, questi può tentare un tentativo di conciliazione presso il Co.re.com del capoluogo di Regione o presso la camera di commercio della propria città.
      Il reclamo si presenta compilando il formulario UG (o Gu5 per altre problematiche) scaricabili dal sito dell’Agcom ed entro 30 giorni viene fissata un udienza che ha lo scopo di permettere di trovare un accordo tra le parti.
      Il procedimento è gratuito e il cliente può partecipare direttamente all’udienza che funziona come un arbitrato davanti ad un funzionario della Regione.
      Saluti
      Antonio

  13. sono abbonato tele te con vincolo due anni per offerta di 19 euro per poi passare a 48 euro vorrei disdire il contratto per passare tramite codice migrazione a infostrada. c’è una voce sul costo attivazione che dice ” in caso di disattivazione anticipata, saranno addebitate a conguaglio le rate dei mesi mancanti. E’ regolare?

    • Salve Paolo,
      le norme sul diritto di recesso e i limiti ai costi di disattivazione sono validi per le offerte che non prevedono promozioni.
      In questi ultimi casi rimane intatto il diritto del cliente di recedere anticipatamente ma potrebbe perdersi il diritto allo sconto in base alle clausole stabilite nel contratto che regolano il riconoscimento delle promozioni.
      Pertanto sono da considerare regolari .
      Saluti
      Antonio

  14. Salve, ero utente Fastweb dal 2009 quando ho deciso per i costi elevati (45€ al mese per NavigaCasa) di passare al Tiscali il dicembre 2011. Ho chiesto il codice di migrazione da Fastweb e ho fatto la richiesta on-line di attivare una nuova linea Tiscali.

    2. Dopo alcuni giorni mi chiama un operatore Fastweb e mi fa un’offerta per rimanere con loro, 19€ al mese per NavigaCasa per 24 mesi senza nessun altro costo. Ho accettato. Mi ha registrato la chiamata dichiarando la mia affermazione e mi ha detto di mandare una raccomandata a Tiscali per bloccare la migrazione, cosa che ho fatto lo stesso giorno (14/12/2011). Fastweb mi ha dopo mandato una mail con il nuovo contratto.

    3. Nel periodo di Natale ho ricevuto una chiamata da Tiscali da un operatore che mi chiedeva come mai ho deciso di bloccare la migrazione ma poi la linea e caduta e non l’ho più sentito.

    4. Passato un mese però (siamo a Gennaio 2012), mi rendo conto un giorno che non ho più la linea, e mi arriva un sms da Tiscali che il servizio ADSL mi si è attivato da loro!

    5. Chiamando Fastweb mi hanno detto che Tiscali “se n’è fregata della raccomandata” e non ha bloccato la migrazione. Chiamando Tiscali mi hanno detto che Fastweb non ha proseguito con la procedura della migrazione…

    6. Fastweb ora ovviamente (…) mi vorrà addebitare anche i costi di migrazione verso Tiscali di circa 50€.

    Quindi siccome l’errore non ha niente a che fare con le mie azioni, io ho fatto tutto quello che mi è stato detto (mandare la raccomandata di blocco migrazione da FW a Tiscali) chiederei da loro come sarebbe giusto di:

    1. Tornare da Fastweb ma con le stesse condizioni che mi sono state offerte al momento della migrazione (19€/mese NavigaCasa per 24 mesi senza costi aggiuntivi).
    2. Non dover pagare nessuna penale o costi di migrazione o disattivazioni poiché sono stati fatti senza la mia approvazione ma al mio nome.

    Grazie mille

    • Salve Kostas,
      nell’ambito legale la validità di determinati atti è subordinata alla forma di essi.
      Per bloccare la migrazione occorreva esercitare il diritto al ripensamento del contratto stipulato con tiscali. Nel modello di ripensamento predisposto dal sito trovatariffe c’è anche il riferimento normativo proprio per maggiore efficacia dell’atto.
      Non aver rispettato la forma del recesso per ripensamento può essere eccepito ai fini della validità dello stesso e pertanto rimane in piedi il contratto in essere.

      Se il recesso da te esercitato è stato fatto correttamente, inoltra una intimazione ad adempiere a tiscali in cui chiedi la disattivazione del servizio entro 48h per aver esercitato il diritto al ripensamento e una intimazione a fastweb per chiedere l’attivazione del servizio in base alla registrazione da te effettuata. Se entro 48h non vieni instradato con fastweb ricorri al corecom d’urgenza compilando il formulario GU5( accompagnato dal formulario UG) ed entro 10 giorni dovrebbe essere risolto il problema.
      Saluti
      Antonio

  15. Salve, ho un abbonamento con fastweb a 29 euro al mese fino ad aprile,sono intenzionato ad aderire all’offerta di infostrada che blocca il prezzo per due anni, posso passare ad infostrada anche se non è terminato l’anno della promozione??

    • Salve Fabiano,
      non ci sono vincoli temporali per l’esercizio del recesso che il cliente può esercitare quando vuole.
      Variano i costi che possono essere contestati come detto nella precedente risposta.

      Il recesso durante il periodo delle promozioni è assoggettato alle clausole dell’offerta che ha stipulato pertanto, facendo un esempio, se l’offerta prevede in caso di recesso anticipato la restituzione degli sconti ricevuti, questi devono essere corrisposti.
      Saluti
      Antonio

  16. Buongiorno,

    la domanda è molto simile alle altre ma non sono riuscito a chiarire alcuni punti del mio problema.

    Voglio dare disdetta della linea Voce+adsl Tiscali.
    Il servizio è attivo da oltre 4 anni.

    Sul sito Tscali, vedo che in caso di disdetta di voce e adsl devo pagare 89,54 (IVA inclusa).

    Ora, in base al decreto Bersani, sono o non sono autorizzati a chiedere una cifra per la disattivazione?

    Se no, cosa devo fare per contestarla?
    Se si, la legge Bersani a cosa serve?

    Grazie per la risposta
    Fabio

    • Salve Fabio,
      il pagamento dei costi di disattivazione è una questione dibattuta, oggetto su alcuni punti di diverse interpretazioni.
      Per capire quando siano da pagarsi occorre innanzitutto fare una distinzione tra costi di disattivazione per cessazione della linea e costi di disattivazione per migrare presso un altro operatore.
      Il Decreto Bersani ha stabilito che i costi di disattivazione sono giustificati quando sono riferiti a spese che l’operatore effettivamente sostiene come nel caso della cessazione della linea (primo caso sopra menzionato) e l’importo dei costi è stabilito discrezionalmente dagli operatori.

      Nella migrazione i costi del passaggio li sostiene l’operatore che attiva il contratto e il costo di disattivazione richiesto dal vecchio operatore può essere contestato quando sia decorso il periodo minimo contrattuale e i costi della lavorazione del recesso non rispondono ai criteri di causalità e pertinenza.
      Pertanto se lei sta disattivando il contratto per cessare la linea è tenuto a pagare i costi richiesti da Tiscali. In quest’ultimo caso ritengo che dovrebbe pagare quelli fissati nel suo contratto originario se non le sono state notificate le modifiche degli importi dei costi.
      Nel caso di migrazione può contestare i costi di disattivazione inviando una raccomandata a/r citando il Decreto Bersani e il testo dei Diritto dei consumatori nelle comunicazioni elettroniche redatto dall’Agcom. A seguito della contestazione dovrà ricevere una risposta affermativa o negativa da parte dell’operatore.

      La legge Bersani ha abolito le penali e i vincoli temporali entro cui poter esercitare il recesso del contratto ed ha introdotto i costi di disattivazione.
      Gli operatori hanno fatto largo uso di questa scappatoia tanto che molti considerano i costi di disattivazione delle penali mascherate.
      Le Delibere dell’Agcom hanno cercato di regolare con più chiarezza la materia che lascia troppo spazio alla discrezionalità degli operatori.
      Saluti
      Antonio

  17. Buongiorno,
    ad agosto ho fatto richiesta per passare con l’adsl da infostrada a telecom. Finalmente dopo 2 mesi infostrada mi libera la linea e passo a telecom. Mi arriva però la fattura di infostrada in cui mi addebitano 65 euro per cessazione di servizio. Faccio presente che non è una cessazione, ma un passaggio ad altro operatore. Mi arriva sollecito di pagamento da effettuare entro 5 gg altrimenti la pratica sarebbe passata ad un ufficio legale. Praticamente ormai infostrada se ne frega di me come cliente perso. Cosa posso fare per non pagare questo costo di disattivazione? Grazie

    • Salve Stefania,
      provi a fare opposizione citando le linee guida della Direzione tutela dei consumatori dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni secondo cui i costi devono essere pertinenti al recesso e che “generalmente le attività di disattivazione della configurazione presistente coincidono con le attività tecniche da effettuarsi in fase di attivazione dall’operatore che acquisice il cliente. Esse sono dunque già remuneratre da quest’ultimo. In tali casi, pertanto, eventuali costi di disattivazione posti a carico dell’utente non sono in linea di massima giustificati.”
      Presenti l’opposizione secondo le modalità stabilite nel sollecito o tramite raccomandata a/r.
      Saluti
      Antonio

  18. Buonasera,
    ero cliente Infostrada dal 02/03/2009 con abbonamento voce+adsl, successivamente decido di cambiare operatore e In data 01/12/2011 passo a Tiscali. Ora mi è arrivata l’ultima bolletta Infostrada con l’addebito di Euro 35 sotto la voce “Costo per attività di migrazione servizio verso altro operatore”.
    Ora, in base al decreto Bersani, sono o non sono autorizzati a chiedere tale importo per essere passata ad altro operatore?????Posso scorporare tale importo dalla bolletta e pagare il consumo effettivo maturato???Grazie

    • Salve Annamaria,
      i costi che Infostrada applica sono approvati dall’Autorità e pubblicati sul sito all’indirizzo http://www.infostrada.it/it/gen/multipagina1/pg1.phtml ai sensi della delibera n. 96/07/CONS.

      Il Decreto Bersani stabilisce che l’utente possa recedere o trasferire presso altro operatore l’utenza, senza vincoli temporali e senza spese che non siano giustificate da costi sostenuti dell’operatore.
      I costi richiesti all’utente devono essere pertinenti al recesso, come espresso anche nelle Linee guida della Direzione tutela dei consumatori dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

      Il contratto di Infostrada ha durata illimitata e il recesso comporta il pagamento del costo di disattivazione.
      Secondo me può contestare l’importo, che va fatto inoltrando una raccomandata, per i seguenti motivi:
      e’ abbonata da più di 2 anni;
      i costi di disattivazione devono essere pertinenti alla lavorazione del recesso secondo i principi di causalità e pertinenza in base alle Linee guida della Direzione tutela dei consumatori e il testo dei diritti dei consumatori redatto dall’Agcom.
      La contestazione dei costi di disattivazione va fatta per raccomandata citando l’importo dei 35€ della bolletta che va scorporata e pagata per l’importo non contestato.
      La contestazione verrà valutata dallo stesso operatore, pertanto può essere accolta o respinta.
      In quest’ultimo caso se ritiene di voler proseguire nella contestazione può rivolgersi al corecom.
      Saluti
      Antonio

  19. Buonasera, sembra che il decreto Bersani sia stato ” eluso” , con raggiri di vario genere da parte dei gestori. La penale è stata sostituita da “spese di distacco” e “spese di disattivazione”. Il povero utente si trova in una vera giungla e spesso per evitare guai paga, anche quando è evidente un raggiro.
    mi trovo in una situazione incresciosa con teletu.
    ho disdetto un contratto senza addebiti, nei tempi (trenta giorni dal ricevimento della fattura) poichè ancora una volta mi era stato aumentato il prezzo dello scatto alla risposta. Le fatture di teletu sono sempre state pagate con rid. sono poi passata a tiscali. Dopo qualche mese ho ricevuto una nuova fattura da teletu di addebito di 130 euro circa per spese di distacco e spese di disattivazione. Alla mia protesta e richiesta di spiegazioni mi viene risposto che ho dato un codice di migrazione al nuovo gestore che prevede un addebito. In realtà al nuovo gestore io non ho dato alcun codice di migrazione. é stata la stessa teletu a dare il codice. mi chiedo ora… quanti codici di migrazione esistono?esiste un codice di migrazione con addebito e uno senza addebito? una volta data la disdetta a teletu, non ero forse libera di cercare un altro contratto? Cosa devo fare ora? E’ veramente una giungla !!!!

    • Salve Luli,
      il codice di migrazione ha la sola finalità di trasferire l’utenza presso un altro operatore e identifica il vecchio operatore, la risorsa di rete da questi utilizzata ed il
      tipo di servizio di rete acquisito da Telecom Italia (unbundling, bitstream, ecc.).
      Non è contemplato nel codice se il cliente debba pagare i costi di disattivazione che sono disciplinati dal contratto e dalle Delibere dell’Agcom.
      Per quanto riguarda la disdetta per l’aumento dei costi della tariffa l’abbonato ha diritto a non pagare i costi di recesso all’atto della notifica di proposte di modifiche delle condizioni contrattuali. Se entro 30 gg. l’abbonato non recede, le modifiche si intendono tacitamente accettate.
      La fattura non vale come notifica poichè non informa il cliente del diritto di recedere entro 30 gg. per l’aumento dei costi.
      Si precisa che il recesso senza comunicare il passaggio dell’utenza comporta la cessazione della linea con la perdita della numerazione e il pagamento dei costi di disattivazione (tranne nel caso sopra menzionato).
      Il recesso del contratto per il passaggio ad un altro operatore, con il codice di migrazione, ha eventuali costi e più contenuti rispetto alla cessazione della linea e si mantiene la portabilità del numero.

      Se lei ha dato disdetta entro 30 gg. dalla notifica delle modifiche contrattuali non deve pagare i costi di disattivazione e li deve contestare con raccomandata a/r altrimenti è tenuta purtroppo a pagarli.
      Saluti
      Antonio

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